A partire dal 10 gennaio 2025, la Naspi, l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il posto di lavoro, subirà significative modifiche introdotte dalla nuova legge di bilancio. Questi cambiamenti renderanno più stringenti i criteri di accesso, specialmente per coloro che presentano dimissioni volontarie o risolvono consensualmente un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Le Nuove Regole per l’Accesso alla Naspi
Una delle novità più rilevanti riguarda i lavoratori che, dopo essersi dimessi da un impiego, vengono licenziati da un nuovo lavoro a termine entro i successivi 12 mesi. In questi casi, sarà necessario dimostrare di avere maturato almeno 13 settimane di contributi relativi all’ultimo rapporto lavorativo per poter accedere all’indennità di disoccupazione.
Coloro che non riusciranno a soddisfare questo requisito non avranno diritto all’assegno di disoccupazione. Questa novità potrebbe rappresentare un ostacolo significativo per chi lavora in modo discontinuo, passando frequentemente da un impiego all’altro e accumulando pochi contributi per ciascun contratto.
L’Obiettivo della Naspi
L’Inps sottolinea che la Naspi è destinata ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente l’occupazione. Attualmente, l’indennità si calcola come il 75% della retribuzione media percepita nei quattro anni precedenti la perdita del lavoro. L’importo viene erogato per un periodo corrispondente alla metà delle settimane di contributi versate negli ultimi 48 mesi.
Questa misura ha sempre avuto lo scopo di garantire un sostegno economico temporaneo ai lavoratori in cerca di una nuova occupazione. Tuttavia, i recenti cambiamenti potrebbero restringere l’accesso a questa forma di aiuto, penalizzando in particolare chi non riesce a mantenere un lavoro stabile o a lungo termine.
Impatto delle Modifiche
Le nuove regole riflettono un’attenzione maggiore verso la sostenibilità del sistema di protezione sociale, ma rischiano di creare difficoltà per una fascia crescente di lavoratori precari. In un mercato del lavoro caratterizzato da contratti a termine, part-time e collaborazioni occasionali, queste modifiche potrebbero escludere molte persone dalla possibilità di ricevere l’indennità di disoccupazione.
Secondo alcuni esperti, la stretta sui requisiti potrebbe incentivare una maggiore continuità contributiva, ma al tempo stesso lasciare senza protezione coloro che non riescono a soddisfare le nuove condizioni.
La riforma della Naspi rappresenta un importante cambiamento per il sistema di welfare italiano. Se da un lato cerca di razionalizzare l’erogazione delle indennità, dall’altro potrebbe penalizzare i lavoratori meno tutelati. Sarà fondamentale monitorare l’impatto di queste nuove regole per valutare se i lavoratori più vulnerabili riescono ancora a trovare il sostegno necessario nel caso di perdita del lavoro.